Il nostro Padel – Puntata 1

A CURA DI MICHELE GIANCASPRO

Iniziamo il nostro percorso nel padel nostrano, quello vero, ruspante ma accattivante, sicuri di entrare nel cuore dei veri appassionati che quotidianamente si cimentano con la loro, ormai, estensione del braccio che per comodità chiameremo pala.

La prima palla la lanciamo facendo due chiacchiere in libertà con Simone Carpentieri, co-presidente della Roma Padel Cup, al quale chiediamo come sia nata l’idea di tale campionato amatoriale.
“A inizio 2017 c’erano ancora pochi circoli a Roma. Io e Alessio Di Curzio (Presidente Roma Padel Cup, ndr) gestivamo due club e decidemmo di organizzare un torneo tra di noi per coinvolgere i nostri clienti. Si unì un terzo circolo di zona dando vita ad una prima edizione sperimentale chiamata Roma Padel Tournament”.

Quando è stata la vostra prima edizione e quanti atleti sono stati coinvolti?
“La prima edizione chiamata Roma Padel Cup è iniziata a settembre 2017, avevamo 10 club e circa 500 iscritti”.

Come sono strutturate Roma Padel Cup e Italia Padel Cup 2021/2022 e quanti atleti e quanti circoli attualmente sono coinvolti?
“Dalla scorsa edizione abbiamo iniziato a portare il torneo fuori dai confini regionali, questo ha inevitabilmente cambiato il nome del circuito che adesso si chiama Italia Padel Cup. La formula prevede una fase iniziale in ambito regionale e una fase finale su base nazionale con le migliori coppie qualificate. Il torneo è diviso in due fasce di livello, principianti (Tribuni) ed esperti (Senatori). All’ultima edizione hanno partecipato 20 club e 1200 atleti”.

Cosa ne pensi dello sviluppo del padel amatoriale e agonistico degli ultimi anni?
“La crescita esponenziale del padel a livello agonistico negli ultimi anni ha avuto un impatto importante anche a livello amatoriale. Mentre fino a qualche anno fa il circuito agonistico aveva un basso numero di giocatori ma di alta qualità ed il circuito amatoriale era riservato a tutti gli altri, oggi è molto più agevole seguire un percorso agonistico a diversi livelli. Ciò ha inevitabilmente abbassato la qualità media del giocatore amatoriale. Credo fosse un percorso inevitabile e corretto”.

La pandemia ha sicuramente aumentato i giocatori di padel. Pensi che questa curva continuerà ad alzarsi anche nei prossimi anni o subirà una naturale flessione?
“Credo sia ancora una curva in crescita, il modello a cui possiamo fare riferimento è quello spagnolo che esiste da più di 20 anni ed è ancora in espansione”.

In che modo il livello del padel amatoriale è cambiato nel corso delle vostre edizioni?
“Come detto la crescita in generale del numero di giocatori agonisti ha avuto un impatto sul contesto amatoriale. Per fare un esempio, tutte le edizioni della Roma Padel Cup fino al 2020 sono state vinte da giocatori che in seguito sono arrivati ai vertici delle classifiche federali agonistiche, mentre le ultime edizioni hanno visto trionfare ottimi giocatori ma sempre in ambito amatoriale”.

Sono più agonistiche le donne o gli uomini?
“Direi che sono entrambi super competitivi, non vedo grandi differenze”.

Salutiamo e ringraziamo Simone Carpentieri per la sua grande disponibilità chiedendogli cosa ne pensa della politica di Padel Channel di cominciare a valorizzare la scena del padel amatoriale affiancandola a quella dei pro.
“Mi sembra un’ottima iniziativa. Il circuito amatoriale muove la grande maggioranza dei giocatori di padel: poter dare loro visibilità aiuterà sicuramente la crescita di tutto il movimento”.

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